Attenti a cosa chiedete…forse è colpa mia…
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Incostituzionale!!
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Cosi la Corte Costituzionale si è espressa; per la precisione :
“La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma”
Decisione ineccepibile che ora riapre le porte dei tribunali a colui che pensava di essere intoccabile.
Tante cose in questi mesi sono successe tra scandali gravi e leggi ad personam ora mi chiedo quale credibilità può avere un tale presidente del Consiglio?
Per quanto mi riguarda non l’ha mai avuta ma potrebbe sicuramente stupirmi con un atto a questo punto dovuto : DIMISSIONI!!!!
I beceri attacchi al Presidente della Repubblica però non fanno altro che confermare la piccolezza di quest’uomo….la bestia ora è ferita e io la temo ancor di più.
……….
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Segnalazione sito
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Cazzeggiavo sul web e mi sono imbattuto in questo serissimo blog : www.spinoza.it
Visitatelo mi raccomando; intanto copio/incollo qualcosa :
“Berlusconi va ad Onna. Ma continua a preferire il plurale.
Pronte le nuove case in Abruzzo: sono i vecchi modellini di Porta a Porta.
Il premier da Vespa: “Sono circondato da farabutti”. Poveraccio, chissà quanto gli costano.
“Mi attaccano come una mandria di tori, ma non ho paura“. Tutte quelle vacche li distrarranno.
(Ce lo vedo proprio, a sventolare un panno rosso)
Berlusconi: “Su di me lanciata spazzatura”. Avranno capito che è un bidone.
Vespa rivoluziona i palinsesti della Rai: in onda la storia degli ultimi giorni di un dittatore. Su Raitre trasmesso invece La caduta.
(Mi chiedo se anche Goebbels giurasse sui suoi figli)
Lapsus del premier che dichiara: “60 miliardi di lire sono 30 miliardi di euro”. Con gli spiccioli fa ancora confusione.
(Devono essere gli inconvenienti del frequentare Tremonti)
Berlusconi battuto da L’onore e il rispetto. Ma era solo una fiction.
La fiction con Gabriel Garko batte la diretta di Berlusconi in Abruzzo. Gli italiani hanno scelto quello che recita peggio.
Gabriel Garko al 23% di share: incredibile cosa si è disposti a guardare per dissenso.
(Porta a Porta battuto da Canale 5. Quest’anno Berlusconi non è fortunato coi derby)
Berlusconi: “Sono il miglior premier della storia”. Be’, in genere i migliori sono quelli che se ne vanno.
(Non è lui a essere il miglior premier della storia. È che noi siamo i peggiori italiani)
“Ho battuto anche De Gasperi”. Adesso tocca a quello che c’era prima di lui.
Alla stampa aveva dichiarato: “Sono giovane e bello e non ho bisogno di rubare”. E poi si lamenta che i giornali dicono il contrario della realtà.
(“Non ho bisogno di rubare”. Può smettere quando vuole)
Berlusconi: “Repubblica è un giornale retto da un editore svizzero, con un direttore dichiaratamente evasore fiscale. Non capisco perché non riusciamo ad andare d’accordo”.
Il Giornale: “Le radio italiane sono antiberlusconiane“. Difficile distrarre senza tette e culi.
Feltri prepara il contrattacco: sarebbe già pronto un dossier contro Guglielmo Marconi.
D’Alema: “Spero in un Pdl meno aggressivo“. Non sopporta più tutti quei graffi sulla schiena.
Monito del Papa ai farmacisti cattolici: “Niente farmaci contro la vita”. A picco le azioni del Dr. Gibaud.
“Cattolici, non vendete quei farmaci”. Non male come libero arbitrio.
Sembra che molti farmacisti aderiranno all’obiezione di coscienza. Quell’insegna a forma di croce in effetti era sospetta.
Ora il Papa dà ordini pure ai farmacisti. Sua Sanità.
Scompare Luciano Emmer, il papà di Carosello. In segno di lutto stasera Calimero non verrà lavato.
Maria Perrusi è Miss Italia 2009. Aveva compiuto 18 anni il giorno prima. Per precauzione.”
Buone nuove in edicola
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Oggi è uscito in edicola il primo numero di un nuovo giornale…Il Fatto

Nella mia città è andato esaurito in breve tempo e nonostante la prenotazione fatta dall’edicolante di fiucia non sono riuscito a metterci le mani sopra; per fortuna è possibile scaricalo in formato pdf ai seguenti indirizzi :
http://www.archive.org/download/IlFattoQuotidiano-Numero1/ilfatto20090923.pdf
http://pdf.antefatto.it/fe/ilfatto20090923.pdf
Auguro a tutti una buona lettura e un sentito in bocca al lupo a tutta la redazione…visti i tempi che corrono…
Red carpet sui cadaveri
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Mosca tzé tzé
da Antefatto.it
Il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripetendo in giro che la consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d’Abruzzo dopo appena 162 giorni rappresenta “il cantiere più grande del mondo”, nonché l’opera di ricostruzione più rapida e imponente della storia dell’umanità. Anche meglio della muraglia cinese e della piramide di Cheope. Non parliamo poi della bonifica delle paludi pontine e della battaglia del grano, che gli fanno un baffo. A tenergli bordone c’è l’eccellentissimo Guido Bertolaso, il gran ciambellano della Protezione civile nonché “uomo della Provvidenza” che tutto il mondo ci invidia perché senza di lui non sapremmo proprio come fare: anche lui si loda e si imbroda a proposito della ricostruzione più rapida e imponente eccetera. La stampa al seguito registra e rilancia.
Peccato che non sia più in vita Indro Montanelli, che dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e Basilicata, raccolse tra i lettori del suo Giornale (quello vero, non la tetra parodia oggi in edicola) un bel po’ di quattrini e consegnò ai terremotati di Castelnuovo di Conza un intero villaggio di nuove case, il “Villaggio Il Giornale”, inaugurato insieme all’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini 170 giorni dopo il sisma. Cioè soli 8 giorni dopo l’attuale ricostruzione più imponente e più rapida eccetera. Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff di Giuseppe Zamberletti, democristiano lombardo concreto ed efficiente, che senza essere sottosegretario a nulla, ma in veste di commissario straordinario di governo, mise a frutto l’esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inaugurati ieri dal premier, anche se a pagarli è stata la provincia autonoma di Trento, governata da Lorenzo Dellai, centrosinistra) alla popolazione di Ariano Irpino, che aveva appena pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo tre settimane dopo. Quando avvenne la consegna? Qualcuno, sentita la premiata ditta B&B, nel senso di Berlusconi & Bertolaso, dirà: sicuramente non prima di 170 giorni, altrimenti gli annunci del presidente del Consiglio e del capo della Protezione civile sarebbero nient’altro che balle. E i giornali che le registrano senza batter ciglio sarebbero nient’altro che uffici stampa. Bene, tenetevi forte: Zamberletti consegnò ad Ariano i primi prefabbricati appena 60 giorni dopo il terremoto e le 150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, dando un tetto permanente a 450 persone: la metà dei superstiti. Cioè impiegò ben 40 giorni in meno della ricostruzione più imponente e rapida eccetera, per fare il triplo del migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del capo della Protezione civile che tutto il mondo ci invidia.
Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi. Primo: il terremoto in Campania e Lucania si estese per quasi due regioni intere, fece 3 mila morti (10 volte quelli d’Abruzzo), 9 mila feriti e 300 mila sfollati. Secondo: all’epoca la Protezione civile non esisteva: i soccorsi erano coordinati dalla radio della Rai, con le telefonate in diretta degli amministratori e dei cittadini. Terzo: scalcinata fin che si vuole, l’Italia era ancora una democrazia. E anche il politico più infame avrebbe esitato un po’, prima di pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red carpet di cadaveri.
(Vignetta di Franzaroli)
Ora la possiamo chiamare dittatura…?
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In questi giorni abbiamo assistito ad un attacco indiscriminato nei confronti della democrazia e della libertà di stampa; ieri, poi, con quello spettacolo indegno proposto su Rai1 si è di fatto sancita la fine della democrazia in Italia.
Una trasmissione autocelebrativa durante la quale il “signor” B. non ha fatto altro che raccontare le proprie menzogne e balle su tutto e tutti…non si vedeva nulla di simile dai tempi dell’ U.R.S.S.
Per consentire al padrone di non perdere nemmeno un telespettatore i soliti lacché hanno di fatto “spento” le altre reti non facendo trasmettere nulla di interessante….cazzo anche Matrix…evidentemente non si voleva perdere nemmeno quei 10 telespettatori che abitualmente guardano quella porcheria.
Un tempo la dittatura si instaurava con violente azioni militari oppure con marce di irregolari sulla Capitale qui invece si ricorre al mezzo televisivo sfruttando l’idiozia delle persone…un modo assolutamente in linea con la figura del “signor” B.
Addio democrazia è stato bello ma evidentemente l’Italia non era pronta.
R.I.P. 1946-2008
Secondo Spot
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E poi la chiamano democrazia…
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A giorni “dovrebbe” riprendere la trasmissione Anno Zero di Michele Santoro…nessuno spot in televisione e contratti non rinnovati per i collaboratori…sembrerebbe un nuovo editto bulgaro…
Il terremoto delle bugie
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…dal miglior blog presente in rete (Voglio Scendere) :

Vanity Fair, 9 settembre 2009
Aveva detto che avrebbe passato agosto a L’Aquila, tra i terremotati, e non era vero. Aveva detto che il 4 settembre avrebbe consegnato le prime case a Cese di Preturo, e non è accaduto. Aveva persino detto (il giorno dei funerali con gli occhi lucidi, carezzando orfani) che avrebbe ospitato famiglie di terremotati nelle sue ville, ma nessuno ha mai ricevuto un simile invito.
Tutte le promesse che Silvio Berlusconi affida ai suoi molti telegiornali sono bugie con gambe talmente lunghe e veloci che si fa fatica a inseguirle per verificarle. Fanfare e riflettori le mettono in circolazione (“prima dell’inverno tutti avranno un tetto”) ma finiscono per accumularsi sul palcoscenico della perpetua commedia che ci governa.
Dice Stefania Pezzopane, presidente della Provincia: “C’è un grande malessere in giro. Ci sentiamo ingannati e compressi. Assediati dal tempo. Dispersi. Senza certezze”. Ora che a L’Aquila sono cominciate le piogge, 17 mila terremotati vivono ancora nelle tende e 30 mila sono sparpagliati negli alberghi. Non si sa quante scuole riapriranno. Mancano ancora le graduatorie per l’assegnazione delle nuove case. In compenso i cassintegrati sono saliti a 16.500 e un piano di rilancio produttivo non si è fatto. Tensioni crescono. Solidarietà evaporano. Burocrazie impediscono piccoli lavori e accesso ai rimborsi. Si dismettono le tendopoli, ma le nuove case restano un miraggio. I container utilizzati in Umbria potevano essere una soluzione per il primo anno, ma non sono mai arrivati per non offuscare il record della ricostruzione. Ora arriverà l’inverno e con la neve pure il buio delle telecamere.





